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TRADIZIONI DI QUEL GIORNO
Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato e qualcosa di azzurro, non devono mancare ad ogni sposa.
Lo sposo e la sposa non si devono vedere il giorno stesso della cerimonia prima appunto del fatidico incontro davanti all'altare.
La sposa entra in chiesa al braccio sinistro del padre (o chi ne fa le veci) seguita dai paggetti o dalle damigelle (se ci sono), lo sposo l'aspetta davanti all'altare.
I parenti della sposa prenderanno posto sull'aia sinistra della chiesa, quelli dello sposo sull'aia destra.
Durante la cerimonia i testimoni stanno subito dietro ai due sposi.
Infilate le fedi, messe le firme sul registro, gli sposi scendono l'altare e si avviano verso l'uscita. Dietro di loro il corteo. Davanti alla chiesa aspodono gli auguri, gli abbracci, il riso tirato ecc.
Nella cerimonia civile le esteriorita' sono abolite: niente cortei, niente paggetti, niente veli. Bastano due testimoni. Finita la cerimonia, una breve sosta nell'atrio per i primi auguri, i primi baci, i primi flash poi fuori tutti.
Alla famiglia della sposa spettano le segunti spese: Partecipazioni di nozze, rinfresco, addobbi, bomboniere e foto. Alla famiglia dello sposo: l'anello di fidanzamento, le fedi il bouquet, il viaggio di nozze e l'offerta alla chiesa.
Si usa lanciare del riso agli sposi che escono dalla chiesa come augurio di abbondanza.
E' usanza in Emilia Romagna alla fine della cerimonia tagliare la cravatta dello sposo in tante striscioline che verranno bandite all'asta tra gli invitati ed il ricavato va allo sposo come fondo per il viaggio di nozze.
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